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Allarme INPS, certificati di malattia del 2022 in aumento del 45% rispetto al 2021

da Redazione
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L’Osservatorio Polo unico di tutela della malattia INPS rivela che nel primo semestre del 2022 i certificati medici di malattia pervenuti all’istituto sono aumentati del 60,5%.


Allarme INPS: certificati medici di malattia del 2022 in aumento del 45% rispetto al 2021. In questi ultimi anni siamo stati letteralmente sommersi dai numeri. Per chi non se la cava benissimo in matematica non sarà semplice navigare in questo mare di informazioni, tanto più se ci si limita ad interpretare le notizie che ci vengono servite impacchettate invece di approfondire, capire e leggere veramente i numeri e i loro messaggi.


I dati INPS sulla malattia del 2022

Secondo l’INPS l’incredibile aumento dei certificati di malattia del 2022 (rispetto al 2021, e non ad un periodo “normale” pre-pandemico) è dovuto al fatto che nei primi mesi dell’anno si è notato un aumento di contagi (rispetto all’anno precedente probabilmente). Un aumento di contagi dopo la fine della campagna vaccinale. Un aumento di contagi quando era in vigore il green pass obbligatorio per lavorare. Un aumento di contagi dopo la terza dose. Un aumento di contagi decisamente inaspettato.

Potrebbe anche essere vero, visto che qualcuno disse che questi farmaci funzionicchiano, ma potrebbe anche darsi che l’iperfarmacologizzazione di individui sostanzialmente sani abbia portato all’insorgenza di una o più patologie che ne hanno determinato la malattia.

Nel report, che trovate in PDF in fondo all’articolo, si legge:

Nel I semestre dell’anno 2022 sono arrivati complessivamente 19,8 milioni di certificati, con un incremento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2021 pari a +60,5%.
Nel secondo semestre dell’anno 2022 sono arrivati complessivamente 16,4 milioni di certificati, con un incremento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2021 pari a +29,9%
.

(60,5 + 29,9 = 90,4) / 2 = 45,5 media annua

In sostanza nell’intero 2022 si è avuto un innalzamento di malati che sfiora quasi il 50% rispetto all’anno precedente.

Dispiace che non ci sia anche una statistica delle diagnosi indicate nei certificati medici, sarebbe stato molto interessante. Anche perché se da una parte è vero che l’aumento degli eventi di malattia registrati dall’INPS potrebbe essere correlato ai numeri dei contagi, è vero anche che finché non si leggono le diagnosi dei certificati non è affatto scontato che sia così. Dunque rimarremo col dubbio.


Numero dei certificati medici di malattia degli ultimi 4 anni 2019-2022

Forse un po’ tutti abbiamo voglia di lasciarci alle spalle questi 3 anni volati tra casa, lavoro e supermercati, ma è giusto e legittimo porsi questa domanda: come mai dopo una campagna vaccinale così stringente c’è stato un picco di certificati medici? Non dovevamo stare tutti meglio dopo aver assunto dei farmaci che teoricamente dovrebbero prevenire l’insorgere di un’infezione?

Ricapitoliamo e mettiamo a confronto i numeri dei certificati medici, relativi all’ultimo trimestre di ognuno degli ultimi 4 anni:

  • 5.8 milioni 2019
  • 7.1 milioni 2020
  • 7,9 milioni 2021
  • 9,7 milioni 2022

In sostanza dal 2019 (pre-emergenza) al 2020 (piena emergenza) c’è stato un aumento di 1,3 milioni di malati, mentre dal 2021 (piena emergenza + campagna vaccinale) al 2022 (campagna vaccinale + fine restrizioni) un aumento di 2,2 milioni di malati.


Malattia tra dipendenti pubblici e privati

Nell’osservatorio sulla malattia pubblicato dall’INPS, che potete scaricare qui sotto in formato PDF, è possibile inoltre leggere un altro passaggio in cui l’istituto sembra voler mettere l’accento sul fatto che i lavoratori privati che hanno usufruito della malattia sono più dei dipendenti pubblici. E questo è vero, ma non in percentuale. Ecco perché questa affermazione, più che una notizia neutrale in cui vengono banalmente elencati dei numeri sembra quasi funzionale a far credere che gli uni fruiscono della malattia molto più degli altri.

Si legge infatti:

Complessivamente, le giornate totali di malattia nel terzo trimestre 2022 sono state circa 29,4 milioni nel settore privato e 6,8 milioni nel pubblico

Scritto così sembra quasi che i dipendenti pubblici stiano per sfiorare l’immortalità, si ammalano addirittura 4 volte meno rispetto ai dipendenti privati. Ovviamente non è così. Quello che manca in questo report è il rapporto tra giornate e dipendenti del settore, una semplice operazione che riportiamo qui sotto:

Non ci sono quindi lavoratori che si ammalano di più e lavoratori che si ammalano di meno. Che siano dipendenti pubblici o privati il dato relativo alle giornate di malattia rispetto al settore lavorativo dei dipendenti è esattamente uguale, cioè 1,8 giornate di malattia per ogni lavoratore, che sia pubblico o privato.

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