Home Disoccupazione L’ASDI dopo la NASpI: domanda, requisiti e calcolo

L’ASDI dopo la NASpI: domanda, requisiti e calcolo

by Redazione
asdi

Domanda ASDI, finalmente pronto il servizio online.
Lo comunica l’INPS con la Circolare numero  47 del 03/03/2016. Importi esigui, magre consolazioni e requisiti ai limiti del possibile, ma chi è ancora senza reddito e senza lavoro può avvalersi di questo ulteriore sostegno al reddito, a patto che abbia già fruito per intero della precedente NASpI spettante.

 

Con estremo ed italico ritardo, e cioè dopo più di un anno dalla sua nascita, l’ASDI potrà finalmente essere richiesta da tutti i disoccupati che possano soddisfare i requisiti richiesti ed abbiano terminato di percepire la NASpI, l’INPS specifica “anche oltre il 31/12/2015” (d’altronde tornare indietro nel tempo non si può, neanche per presentare domanda di ASDI). Inclusi nell’ASDI anche i percettori di ASpI e mini-aspi che siano terminati entro il 31/12/2015 ( al momento non è chiara la scadenza per la presentazione della domanda in questo ultimo caso in quanto se l’ASpI è terminata il 31/12/2015 e la circolare è del 3/3/2016, come avrebbe potuto il disoccupato presentare domanda di ASDI entro 30 giorni dalla scadenza dell’ASPI? Altro mistero italico…).

Vediamo punto per punto la disciplina dell’assegno.

ATTENTI ALLA SCADENZA!  I tempi per presentare la domanda di ASDI sono estremamente ristretti, soprattutto se confrontati con i tempi di erogazione dell’INPS. La domanda va infatti presentata entro 30 giorni dal termine del periodo indennizzabile NASpI, ma se consideriamo che ogni mese viene pagato nel mese successivo e che spesso l’ultimo mese non viene pagato se non si presenta il modulo NASpI-com, oppure viene pagato con estremo ritardo, chi non è avvezzo della materia e non presta estrema attenzione alla scadenza rischia di perdere il sussidio!

 

REQUISITI ASDI

DECORRENZA ASDI

DURATA ASDI

MISURA ASDI E CALCOLO DELL’IMPORTO

PRESENTAZIONE DOMANDA ASDI

IL SIA, DOMANDA DI SOSTEGNO AL REDDITO DOPO L’ASDI

 

A CHI SPETTA:

  1. ai disoccupati che hanno nel proprio nucleo familiare almeno un minore di 18 anni; si evidenzia che, ai fini della ammissibilità della domanda di ASDI, il minore presente nel nucleo familiare può anche non essere figlio del richiedente
  2. ai disoccupati di età pari o superiore a 55 anni che non abbiano maturato i requisiti per pensione anticipata o di vecchiaia o assegno sociale

 

REQUISITI ASDI

  • stato di disoccupazione; la permanenza nello stato di disoccupazione viene autocertificata dal richiedente l’ASDI al momento della domanda, ed è verificata dal competente servizio dell’impiego, attraverso l’apposito servizio telematico che sarà implementato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Saranno ammessi anche coloro i quali svolgono una attività lavorativa da cui derivi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale.
  • possesso di un’attestazione ISEE, in corso di validità, con un valore pari od inferiore ad euro 5.000; la validità di ogni D.S.U. (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini della richiesta di ASDI è limitata al 15 gennaio dell’anno successivo a quello della sua presentazione.
    Esempio: DSU attestata 20/11/2016 – Diritto all’ASDI dal 30/11/2016 al 28/02/2017. In tal caso il disoccupato è tenuto a ripresentare nuova DSU, per il periodo dal 15/01/2017, entro il 31/01/2017, pena la sospensione e/o la della prestazione ASDI).
    L’importo relativo alla NASpI già percepita va indicato nella DSU ma non verrà considerata ai fini del raggiungimento del limite dei 5000 euro, quindi la sua esclusione è valida solo al fine del diritto all’ASDI.
  • non aver usufruito dell’anticipazione NASpI per apertura attività autonoma
  • fruizione dell’ASDI per non più di 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della NASpI e comunque per non più di 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine. Che significa? Che il limite della durata dell’ASDI è di massimo 6 mesi nell’arco dei 12 mesi precedenti la data fine del periodo indennizzabile NASpI e comunque non può superare la durata complessiva di 24 mesi nell’arco dei 5 anni precedenti la fine dello stesso periodo indennizzabile NASpI.
    Esempio: Un lavoratore ha presentato domanda di NASpI che è stata accolta. Quindi: ha fruito della Naspi per l’intera sua durata, dall’1/05/2015 al 20/06/2015; ha poi fruito dell’ASDI dal 21/06/2015 al 21/12/2015; si è rioccupato, a tempo determinato dal 1/01/2016 fino al 1/04/2016;ha quindi diritto ad una nuova NASpI per il periodo dal 2/04/2016 al 17/05/2016; al termine della NASPI non avrà diritto ad una nuova ASDI, poiché nei dodici mesi precedenti il termine di fruizione della NASPI (il periodo che va dal 17/05/2015 al 17/05/2016) ha già fruito per sei mesi dell’ASDI.
  • sottoscrizione del patto di servizio personalizzato: tanto per complicare le cose e burocratizzarle all’ennesima potenza, neanche stessero pagando una vincita al Superenalotto, condizione per l’erogazione dell’ASDI è aver sottoscritto un progetto personalizzato di presa in carico, redatto dai competenti servizi per l’impiego, il cui contenuto è descritto dall’articolo 20 del decreto legislativo n. 150 del 2015, articolo di cui incolliamo il testo:
    [bs_notification type=”info” dismissible=”true”]Art. 20. Patto di servizio personalizzato
    1. Allo scopo di confermare lo stato di disoccupazione, i lavoratori disoccupati contattano i centri per l’impiego, con le modalità definite da questi, entro 30 giorni dalla data della dichiarazione di cui all’articolo 19, comma 1, e, in mancanza, sono convocati dai centri per l’impiego, entro il termine stabilito con il decreto di cui all’articolo 2, comma 1, per la profilazione e la stipula di un patto di servizio personalizzato.
    2. Il patto di cui al comma 1 deve contenere almeno i seguenti elementi:
    a) l’individuazione di un responsabile delle attività;
    b) la definizione del profilo personale di occupabilità secondo le modalità tecniche predisposte dall’ANPAL;
    c) la definizione degli atti di ricerca attiva che devono essere compiuti e la tempistica degli stessi;
    d) la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività;
    e) le modalità con cui la ricerca attiva di lavoro è dimostrata al responsabile delle attività.
    3. Nel patto di cui al comma 1 deve essere inoltre riportata la disponibilità del richiedente alle seguenti attività:
    a) partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro quali, in via esemplificativa, la stesura del curriculum vitae e la preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altra iniziativa di orientamento;
    b) partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
    c) accettazione di congrue offerte di lavoro, come definite ai sensi dell’articolo 25 del presente decreto.
    4. Trascorsi sessanta giorni dalla data di registrazione di cui all’articolo 19, comma 1, il disoccupato che non sia stato convocato dai centri per l’impiego ha diritto a richiedere all’ANPAL, tramite posta elettronica, le credenziali personalizzate per l’accesso diretto alla procedura telematica di profilazione predisposta dall’ANPAL al fine di ottenere l’assegno di ricollocazione di cui all’articolo 23).[/bs_notification]

    L’INPS ci tiene a specificare che “In ogni caso l’erogazione del beneficio potrà avvenire solo previa verifica dell’avvenuta sottoscrizione del patto. A tale fine i centri per l’impiego comunicano l’avvenuta sottoscrizione del patto tramite il servizio telematico, implementato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La competenza ad attestare la sottoscrizione del progetto personalizzato è in capo, in via esclusiva, ai Centri per l’Impiego. Solo in esito alla comunicazione dell’avvenuta sottoscrizione, l’Inps procederà alla liquidazione della prestazione. Nel caso di risposta negativa, invece, l’Inps non procede all’erogazione dell’ASDI, mancando uno dei requisiti previsti dalla norma”.
    Speriamo solo di non dover assistere all’ennesimo ingarbugliamento di competenze e infiniti rimpalli tra INPS, CPI e CAF.

     

DECORRENZA ASDI

L’ASDI decorre dal primo giorno successivo al termine del periodo indennizzabile della NASpI purché essa sia stata fruita per intero.

 

DURATA ASDI

  • Il sussidio di ASDI è pagato mensilmente per un massimo di 6 mesi ogni anno.
  • Nell’arco dei 5 anni precedenti la fine dell’ultima NASpI percepita non si può comunque superare il limite complessivo di 24 mesi di ASDI
  • In caso di fruizione di ASDI per un periodo inferiore a 6 mesi nell’arco dei 12 mesi precedenti la data fine del periodo indennizzabile dell’ultima NASpI, il numero delle giornate di ASDI spettanti è pari alla differenza tra 180 e le giornate di ASDI già fruite.

 

MISURA ASDI E CALCOLO DELL’IMPORTO

L’importo dell’ASDI è pari al 75% dell’ultima indennità NASpI percepita, ma:

  • qualora l’importo dell’ultima indennità NASpI percepita sia parzialmente ridotto, in virtù del cumulo con redditi derivanti da svolgimento di attività lavorativa, l’importo dell’ASDI dovrà essere riferito  a quello precedente detta decurtazione (anche se poi quasi nessuno ha visto la decurtazione della sua NASpI pari all’80% del reddito percepito, ma quasi sempre la sospensione della prestazione).
  • l’importo dell’ASDI non può, in ogni caso, essere superiore all’ammontare dell’assegno sociale che, per l’anno 2015, è pari a euro 448,52, e viene ricalcolato  annualmente
  • detto importo (euro 448,52) viene incrementato in presenza di figli a carico per i quali nessuno percepisce ANF. Nel caso di un solo figlio a carico viene incrementato di un ammontare pari ad un quinto dell’assegno sociale (vedi tabella seguente)

TABELLA1

  • in ogni caso, l’ammontare dell’ASDI, inclusivo degli incrementi per carichi familiari, non può essere inferiore all’ammontare del beneficio mensile attribuito mediante la Carta Acquisti sperimentale (vedi tabella seguente)

TABELLA2

  • l’importo dell’ASDI, comprensivo anche degli incrementi per carichi di famiglia non può essere superiore al 75% dell’ultima indennità NASpI percepita, inclusiva degli assegni al nucleo familiare, fatto salvo il livello minimo sopra definito.

 

PRESENTAZIONE DOMANDA ASDI

Il disoccupato può presentare domanda all’INPS, in via telematica, entro il termine perentorio di 30 giorni a partire dal primo giorno successivo al termine del periodo di completa fruizione della NASpI.

ATTENTI ALLA SCADENZA!

Esempio scadenza termine presentazione domanda ASDI:
State percependo una NASpI della durata di 90 giorni con decorrenza dal 01/03/2016. La fine del periodo indennizzabile NASpI è prevista per il 30/05/2016. La domanda di ASDI va presentata entro il 30/06/2016.

a) via web con PIN dispositivo INPS al seguente percorso Servizi per il cittadino -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> ASDI -> Inserimento Domanda;
b) tramite patronato (che, per legge, dovrebbe offrire assistenza gratuita ma attenzione alla quota sindacale e ai ladroni! Ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO);
c) tramite Contact Center INPS numero verde da fisso 803163 (da cittadino in possesso del PIN dispositivo INPS), numero da cellulare a pagamento 06164164

Al momento dell’invio della domanda, a partire dal 14/04/2016, è necessario presentare anche il modello SR163 al fine del pagamento.

Il modello telematizzato ASDI- com è disponibile attraverso il seguente percorso:
Servizi per il cittadino -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> ASDI -> Comunicazioni ASDI- com -> Invio Comunicazioni.

 

IL SIA, DOMANDA DI SOSTEGNO AL REDDITO DOPO L’ASDI

Molte persone che hanno richiesto l’ASDI stanno ancora aspettando che le venga pagata. Qualora doveste essere tra questi, e doveste verificare che il periodo indennizzabile della vostra ASDI è terminato e non avete ancora trovato lavoro potete provare a richiedere il SIA. Clicca qui per ulteriori informazioni sul SIA, Sostegno all’Inclusione Attiva.

 

telegram previdenza facile

 

Potrebbe interessarti anche