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Disastro Assegno Unico, pagamenti bloccati o in ritardo senza spiegazioni

by Redazione
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Da quando l’Assegno al Nucleo Familiare (ANF) è diventato Assegno Unico e Universale non sono stati pochi i problemi e i ritardi nei pagamenti. Un grosso problema per le famiglie, soprattutto quelle numerose per le quali l’accumulo di mesi arretrati significa l’impossibilità di far fronte a spese sempre più ingenti.


Disastro Assegno Unico, pagamenti bloccati o in ritardo senza spiegazioni. Già dalla sua nascita, l’Assegno Unico e Universale ha subìto qualche intoppo. Doveva infatti entrare in vigore in Luglio 2021, sostituito poi dall’Assegno Temporaneo per slittare a Marzo 2022.

A differenza dell’ANF l’Assegno Unico è stato pensato per essere pagato a tutti i lavoratori, disoccupati, pensionati e percettori di Reddito di Cittadinanza. Inoltre il calcolo dell’importo spettante non è più effettuato in base al reddito da lavoro ma in base all’ISEE. Per molti qualche euro in più, per altri tanti euro in meno.

Ma a prescindere dal calcolo e dall’importo, le difficoltà per avere il pagamento assicurato non sono poche. Un percorso ad ostacoli alla fine del quale c’è il muro INPS di cui abbiamo parlato spesso: il Sistema Centrale. Si tratta di un sistema telematico che gestisce le domande in base a degli algoritmi. Ad esempio, se su uno dei codici fiscali presenti nella domanda, fosse anche il genitore non convivente col nucleo familiare ma i cui dati vanno comunque indicati, ha percepito, percepisce, o ha semplicemente richiesto il Reddito di Cittadinanza (anche se la domanda è stata respinta) l’algoritmo sospende la domanda per ulteriori verifiche. Queste verifiche dovrebbero essere fatte immediatamente da parte di una persona fisica che possa effettivamente verificare se l’Assegno Unico è effettivamente spettante. Spesso questo non accade, e ci si trova a dover inviare un’infinità di solleciti per poi sentirsi rispondere che “la domanda è in carico al Sistema Centrale”. Ma davvero i nostri diritti sono ormai gestiti da un algoritmo? Quali sono i rischi di questa deriva digitale?


Algoritmi INPS e danni economici, la storia di Marina

Tra le tante storie che ci hanno raccontato gli utenti abbiamo deciso di condividere quella di Marina (nome di fantasia). Marina ha 4 figli, è divorziata, l’ex marito vive altrove e può incontrare i figli solo in presenza di un assistente sociale. Si tratta di una persona problematica, che non ha risparmiato alla ex moglie violenze fisiche e psicologiche. Il giudice ha stabilito che l’affidamento dei figli è condiviso, ma che gli ANF spettano a Marina che non percepisce alcun assegno di mantenimento dall’ex marito. Marina presente dunque la domanda di Assegno Unico e Universale allegando alla domanda la sentenza del giudice percependo inizialmente l’intera somma spettante. Dopo qualche mese Marina si accorge che l’importo che le viene pagato dall’INPS è dimezzato. Scopre poi che l’ex marito ha presentato domanda per avere il 50% dell’importo dell’assegno. Nonostante lui non abbia diritto agli assegni in quanto non vive con i figli e non collabora economicamente al loro sostentamento, l’algoritmo dell’INPS, che certamente non legge le sentenze dei giudici, ha quindi accolto la domanda del papà e suddiviso equamente il pagamento dell’Assegno Unico e Universale.

Non sappiamo se Marina riavrà indietro il maltolto, ma ora è sicuramente costretta a cercare in tutti i modi di arginare il problema cercando di riavere il 100% dell’assegno che le spetta. Abbiamo consigliato a Marina di inviare comunque una PEC alla sua sede INPS, allegando nuovamente tutta la documentazione attestante il diritto al 100% dell’Assegno Unico, chiedendo inoltre il recupero delle somme indebitamente percepite dall’altro genitore e la successiva restituzione degli importi mancanti.


Arretrati Assegno Unico e Universale su Reddito di Cittadinanza

Come se non fosse un diritto acquisito ma piuttosto una grazia ricevuta, l’Assegno Unico e Universale sul Reddito di Cittadinanza ha inizialmente subìto un ritardo di diversi mesi. Dopo 3 mesi dall’entrata in vigore dell’AUU viene rilasciato il modello RDC-com/AU. Anche chi si è precipitato per compilare il modello il prima possibile sta ancora aspettando la liquidazione del primo assegno. Molti hanno invece iniziato ad avere i pagamenti ma senza gli arretrati. Ad oggi l’Istituto deve ancora fornire chiarimenti in merito alle tempistiche sul calcolo e la liquidazione degli assegni arretrati.

Tutto questo accade in un momento drammatico in cui molte persone hanno perso il lavoro a causa delle politiche suicide per il contenimento dell’epidemia COVID-19. I prezzi delle materie prime inoltre sono in forte aumento e le difficoltà economiche delle famiglie non tardano a farsi sentire.

Cosa aspetta l’INPS a mettere mano a questo problema? Le domande devono essere lavorate dai dipendenti e non dalle macchine! I computer devono essere un aiuto per gli uomini, non devono metterli in difficoltà.

Ripudiamo quindi ogni forma di sottomissione e violazione dei diritti personali, soprattutto se questi abusi vengono compiuti con la scusa dei sistemi digitali. Se le macchine non funzionano vanno sistemate o eliminate. Se gli impiegati sono pochi ne devono essere assunti di nuovi. Non vogliamo più pagare per la negligenza e l’arretratezza delle istituzioni. Se i pagamenti sono bloccati la questione deve essere risolta con estrema urgenza, perché dietro ogni numero di protocollo, ogni codice fiscale, ogni byte c’è una persona in carne ed ossa, e una famiglia che aspetta i suoi soldi per il suo sostentamento.

Non possiamo più accettare risposte del tipo “è colpa del sistema centrale” o “le domande non sono gestite da questa sede”. Se qualcosa va storto nei nuovi procedimenti di gestione delle domande attuati dall’INPS, l’istituto deve risolverli al più presto. Le macchine sono gestite dagli uomini, e non il contrario. Dunque è sicuramente possibile fare qualcosa per risolvere questi problemi, quello che manca è sicuramente la volontà.

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