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Domanda Naspi respinta: perché e come fare riesame o ricorso

by Redazione
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Domanda Naspi respinta: i motivi di reiezione della richiesta di disoccupazione potrebbero essere diversi. Vediamo in quali casi è conveniente presentare un riesame o un ricorso.

 

In caso di domanda Naspi respinta ci si trova sempre davanti ad un bivio. Riesame o ricorso?
Tra i due procedimenti non c’è molta differenza, ma in molti casi è preferibile una richiesta di riesame in quanto la lavorazione richiede certamente meno tempo.

 

Come presentare riesame per la domanda di Naspi respinta

La richiesta di riesame può essere presentata allo sportello INPS in carta semplice. La richiesta deve essere firmata dall’intestatario della prestazione, e alla stessa devono essere allegati:

  • un documento di identità
  • i documenti necessari ad attestare il diritto alla prestazione

I tempi di lavorazione sono decisamente più brevi rispetto ad un ricorso. Questo perché a volte la Naspi viene respinta per qualche dato incongruente. In tal caso basterà semplicemente allegare alla richiesta di riesame la documentazione attestante i requisiti richiesti.

 

Come presentare ricorso per la domanda di Naspi respinta

Il ricorso per una domanda Naspi respinta può essere presentato:

  • online con il proprio PIN DISPOSITIVO cliccando su questo link
  • tramite intermediario, avvocato, patronato

La procedura di ricorso ha solitamente una tempistica di lavorazione più lunga rispetto alla richiesta di riesame. Questo perché spesso il problema legato alla reiezione è più complicato da risolvere, ed il diritto può risultare più difficile da dimostrare.

Il ricorso deve essere comunque scritto e firmato in carta semplice, scansionato ed allegato alla procedura telematica nell’ultima schermata.

A seconda della difficoltà della situazione un ricorso può impiegare anche 2 o 3 mesi prima di essere evaso.

 

Domanda Naspi respinta per mancanza del requisito contributivo

La mancanza del requisito contributivo è sicuramente uno dei motivi più frequenti per cui una domanda Naspi viene respinta. Non è detto, però, che tale motivo sia valido.

Sappiamo ormai che il requisito contributivo prevede:

  • la presenza di almeno 13 settimane contributive, ovvero 13 settimane di lavoro, anche non consecutive, nei 4 anni precedenti la domanda
  • la presenza di almeno 30 giorni di presenza effettiva sul lavoro, anche non consecutivi, nei 12 mesi precedenti la data della domanda

Per sapere se si è in possesso di questi requisiti bisogna verificare i dati presenti nell’estratto conto contributivo.

Se l’estratto è aggiornato e i requisiti sono presenti (basterà contare e sommare le settimane presenti nella colonna AL DIRITTO) è certamente conveniente fare subito una richiesta di riesame.

Anche nel caso in cui l’estratto non fosse aggiornato, ma avete la certezza di essere in possesso di questi requisiti, sarà comunque possibile effettuare una richiesta di riesame, allegando tutta la documentazione di cui si dispone e che può essere utile per certificare i requisiti richiesti (ed esempio contratti, buste paga, bonifici, ecc…).

 

Domanda Naspi respinta per mancata presentazione documenti

Non è raro che la domanda di Naspi venga respinta per mancata presentazione della documentazione richiesta.

Se la domanda di Naspi è stata presentata tramite patronato l’INPS invia una PEC allo stesso, comunicando la documentazione mancante da presentare entro 30 giorni. E non è raro che la PEC non arrivi, o che il patronato non la legga, o che non avverta l’interessato. E così, nell’attesa, i 30 giorni passano e la domanda viene respinta.

In questo caso basterà presentare una richiesta di riesame nelle modalità indicate, allegando la documentazione richiesta dall’INPS.

Per sapere quali sono i documenti richiesti l’Istituto è possibile anche consultare la Cassetta Postale Online con il proprio PIN. In molti casi la comunicazione relativa alla documentazione mancante è presente in formato pdf, questo vi permette di provvedere subito alla consegna della documentazione richiesta senza rischiare la reiezione della domanda.

I documenti mancanti più frequenti e richiesti dall’INPS sono:

 

Domanda Naspi respinta per motivi amministrativi

La domanda Naspi è respinta per motivi amministrativi quando è stato commesso qualche errore nella presentazione.

E’ possibile che la domanda sia stata presentata in ritardo, cioè oltre i 68 giorni successivi al termine del rapporto di lavoro, oppure che manchi della documentazione saliente (ad esempio il provvedimento di dimissioni per giusta causa, o la  documenti attestanti una vertenza verso il datore di lavoro).

In tal caso sarà probabilmente necessario presentare un ricorso. Se all’interno della lettera di reiezione non è specificato chiaramente il motivo, prima di presentare un ricorso, sarà certamente meglio fissare un appuntamento con un funzionario che vi spieghi chiaramente il motivo per cui la Naspi è stata respinta. Questo vi consentirà di poter poi presentare un ricorso mirato e corretto.

 

Per evitare che la Naspi venga respinta e che decada puoi leggere il nostro articolo Naspi: gli errori da non commettere durante la disoccupazione.

 

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