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Esonero contributivo 2022 per le lavoratrici dipendenti private

by Redazione
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La Legge di Bilancio 2022 del 30 dicembre 2021, n. 234 prevede l’esonero contributivo del 50% per tutte le neomamme dipendenti. L’esonero riguarda solo la parte dei contributi a carico delle lavoratrici


Esonero contributivo 2022 per le lavoratrici dipendenti private. Non diventeranno ricche le mamme che hanno partorito nel 2022 e che potranno fruire dell’esonero contributivo in busta paga per un anno. Sicuramente si tratta però di un piccolo aiuto che incide direttamente sull’importo della busta paga. Riferimento normativo Circolare INPS n° 102 del 19-09-2022.

La Legge di Bilancio 2022 del 30 dicembre 2021, n. 234, ha previsto all’articolo 1, comma 137, che:

in via sperimentale, per l’anno 2022, è riconosciuto nella misura del 50 per cento l’esonero per un anno dal versamento dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato, a decorrere dalla data del rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità e per un periodo massimo di un anno a decorrere dalla data del predetto rientro. Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

L’esonero è valido solo per la quota dei contributi a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato. L’applicazione dell’esonero lascia comunque ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Le aliquote delle contribuzioni ai fini pensionistici ( IVS ) sono in genere pari al 33% della retribuzione lorda, con la seguente modulazione:

  • 23,81% a carico del datore di lavoro;
  • 9,19% a carico del lavoratore.

Di quel 9,19% solo la metà verrà trattenuta dalla busta paga, ovvero il 4,60% della retribuzione lorda indicata in busta paga. Dal pagamento dell’altra metà la dipendente è esonerata per massimo 12 mesi.


Chi ha diritto all’esonero contributivo del 50%

L’esonero contributivo può essere applicato a tutti i rapporti di lavoro dipendente, sia instaurati che instaurandi, del settore privato, compreso il settore agricolo. Possono fruire dell’esonero solo le lavoratrici madri che rientrino nel posto di lavoro dopo aver fruito del congedo di maternità.

L’esonero contributivo del 50% ha una durata complessiva pari a 12 mesi. Le mensilità di esonero decorrono dalla data del rientro a lavoro.


Rapporti di lavoro dipendente

L’esonero contributivo riguarda tutti i seguenti rapporti di lavoro dipendente:

  • settore privato
  • settore agricolo,
  • di apprendistato (di qualsiasi tipologia)
  • di lavoro domestico
  • lavoro intermittente (lavoro a chiamata)
  • lavoro somministrato
  • cooperativa di lavoro ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142

Si applica a tutti i contratti sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, compresi i casi di regime di part-time.


Durata esonero per rientro a lavoro dopo congedo parentale entro il 2022

Nel caso in cui la lavoratrice voglia fruire di tutto o una parte del congedo parentale, l’esonero contributivo decorrerà dalla data effettiva di rientro a lavoro. La durata dell’esonero sarà sempre di un anno a partire dal termine del congedo parentale (astensione facoltativa).

Il rientro della lavoratrice nel posto di lavoro dovrà in ogni caso avvenire entro il 31 dicembre 2022.

L’esonero ha una durata massima di 12 mesi, che decorrono dal mese di competenza in cui si è verificato il rientro della lavoratrice nel posto di lavoro, ovvero dal termine della fruizione del congedo (obbligatorio o parentale) di maternità.

Si tratta di in una riduzione contributiva per la lavoratrice, che non comporta alcun tipo di beneficio per il datore di lavoro. Per essere applicato in busta paga della lavoratrice non è necessario il documento unico di regolarità contributiva (DURC). È quindi cumulabile con gli esoneri contributivi relativi alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro.

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