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Esproprio terreni privati per opere di pubblica utilità nel Decreto Aiuti Bis di Draghi

by Redazione
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Altro che affari correnti: il governo uscente, presieduto da Mario Draghi, col Decreto Aiuti Bis si vende le nostre proprietà alle aziende private. Ora lo Stato potrà espropriare i nostri terreni dichiarandoli aree di interesse strategico nazionale. Si legge pubblica utilità, si intende interesse privato.


Esproprio terreni privati per opere di pubblica utilità nel Decreto Aiuti Bis di Draghi. In perfetta linea con l’agenda europea, che il nostro ex presidente non poteva di certo disattendere, nel Decreto Aiuti Bis viene infilato sottotraccia l’art. 32, che di seguito riportiamo integralmente.

Aiuti sì, ma per chi? Per le grosse multinazionali, ovviamente. A noi poveri schiavi un’elemosina di 200 euro da dover richiedere in fila indiana. Per Bigdata e TELCO strada spianata per investimenti dagli importi esorbitanti. 400 milioni di euro è infatti l’investimento minimo per poter beneficiare del potere di esproprio. Effettivamente al di sotto di questa somma si è davvero dei poveracci.


Esproprio terreno privato per antenne (dette stazioni radio), la norma già attiva dal 2001

L’esproprio dei terreni privati per attuare opere di pubblica utilità è previsto da oltre 20 anni. Già dal 2001 infatti, con il DPR 8 giugno 2001, n. 327, lo Stato ha facoltà di mettere le mani sulle nostre proprietà. Non è importante che l’opera promessa preveda investimenti pubblici o privati, l’importante è che la si faccia in nome della pubblica utilità. Il sacrificio del singolo per il benessere di tutti.

Che poi quanto antenne e ripetitori apportino benessere alla popolazione è tutto da dimostrare. Eh già, perché al momento l’unico fatto dimostrato è che un’esposizione costante alle onde elettromagnetiche faccia tutto fuorché bene. Certo si potrebbe eccepire che, seppur con il sacrificio di pochi (anche se questi pochi non sono mai stati contati), l’avvento del digitale ha sicuramente portato degli enormi benefici alla popolazione. Avrà certamente, nel tempo, aiutato a salvare altre vite in contropartita. E da qui potremmo anche aprire una diatriba infinta su quanto sia giusto sacrificare vite a caso per salvarne altre a caso, ma non è esattamente il focus del nostro articolo.

Di fatto gli ultimi governi hanno preparato il terreno affinché le TELCO ed altre grandi multinazionali strettamente collegate avessero campo libero per i loro interessi. Inoltre non è mai stata data vera risonanza al conflitto di interessi che poteva investire i vari personaggi alternatisi nei ministeri. Un esempio eclatante è quello di Vittorio Colao. Già direttore generale di Omnitel e CEO regionale di Vodafone, dal 2019 fa parte anche del comitato direttivo del colosso di telefonia wireless Verizon. Per il 2022 ci ha regalato l’IDPAY, un progetto che, visti anche i risultati delle ultime elezioni, speriamo venga depennato dall’agenda.


Ampliare la lista delle infrastrutture di pubblica utilità per giustificare l’esproprio dei terreni privati

Non solo antenne e stazioni radio dunque. Da oggi con la scusa delle opere di pubblica utilità potranno sfilarci i terreni agricoli anche società di bigtech, bigdata, cibersicurezza, IoT (Internet delle Cose/5G/6G), sanità digitale.

Volevate vivere in serenità lontani dal caos della città coltivando il vostro orticello? Avete acquistato un bosco solo per tutelarlo da eventuali speculazioni? Avevate pensato di investire sull’agricoltura per il vostro futuro e quello dei vostri figli? Bene. Ora può arrivare il Bill Gates di turno, liquidarvi quei due spiccetti che avevate guadagnato con fatica e investito con parsimonia, e piantarvi una bella antennona di fronte casa sventolandovi in faccia la bandiera della pubblica utilità. Insomma lo farebbero anche per voi. Non sareste contenti?

L’unico nota positiva di tutta questa storia è che, come previsto dall’art. 42, III comma, della Costituzione, la proprietà privata possa essere espropriata solo salvo indennizzo.

L’indennizzo a seguito di esproprio viene calcolato facendo sempre riferimento al valore di mercato del bene. Nel caso di terreno agricolo si deve anche tener conto della coltura effettivamente praticata sullo stesso, oltre che dei manufatti edilizi legittimamente realizzati.


Opposizione all’esproprio per mancato accordo sull’indennizzo

Il proprietario del terreno sottoposto a procedura di esproprio può accettare l’importo proposto oppure opporsi. In caso di opposizione l’autorità procedente invita i proprietari dei beni espropriati a comunicare, entro 20 giorni, se intendono avvalersi del Collegio Peritale o della Commissione Provinciale istituita presso la Regione di cui all’art. 41 del Testo Unico. La relazione di stima (relazione peritale con importo stimato del bene) deve essere depositata presso l’ufficio competente per le espropriazioni. Ambo le parti dovranno poi ricevere comunicazione del deposito tramite raccomandata A/R da parte dell’autorità procedente.

Le parti in causa possono impugnare innanzi alla Corte d’Appello competente, , entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stima, gli atti dei procedimenti di nomina dei periti e di determinazione dell’indennità, la stima fatta dai tecnici o dalla Commissione Provinciale e la liquidazione delle spese di stima, chiedendo la determinazione giudiziale dell’indennità.
Trascorso il termine per l’opposizione, l’indennità stabilita è quella indicata dalla perizia e l’autorità espropriante ne autorizza il pagamento.

In caso di procedura accelerata, qualora l’avvio dei lavori rivesta caratteri di urgenza, l’indennità viene determinata senza particolari indagini, fatto salvo, in ogni caso, il diritto dell’espropriato di avvalersi del Collegio Peritale, ed il decreto di esproprio può essere emanato ed eseguito sulla base della predetta determinazione. [fonte Studio Legale Angeleri&Bossi]


Articolo 32 del Decreto legge 9 agosto 2022, n. 115, l’area di interesse strategico nazionale era casa tua

Di seguito vogliamo riportarvi il comma 1 dell’articolo 32 del Decreto Aiuti Bis. Il titolo è Aree di interesse strategico nazionale. Solo a leggerlo si viene sopraffatti da un impeto patriottico difficile da placare. Quasi quasi ci viene voglia di regalargli pure la casa, l’importante è che l’Italia risorga più forte e orgogliosa che mai.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, anche su eventuale proposta del Ministero dello sviluppo economico, di altra amministrazione centrale o della regione o della provincia autonoma territorialmente competente e previa individuazione dell’area geografica, possono essere istituite aree di interesse strategico nazionale per la realizzazione di piani o programmi comunque denominati che prevedano investimenti pubblici o privati anche cumulativamente pari a un importo non inferiore ad euro 400.000.000,00 relativi ai settori di rilevanza strategica. Ai predetti fini, sono di rilevanza strategica i settori relativi alle filiere della microelettronica e dei semiconduttori, delle batterie, del supercalcolo e calcolo ad alte prestazioni, della cibersicurezza, dell’internet delle cose (IoT), della manifattura a bassa emissione di Co2, dei veicoli connessi, autonomi e a basse emissioni, della sanità digitale e intelligente e dell’idrogeno, individuate dalla Commissione Europea come catene strategiche del valore. L’istituzione dell’area equivale a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza delle opere necessarie ai sensi del primo periodo, anche ai fini dell’applicazione delle procedure del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e costituisce titolo per la costituzione volontaria o coattiva di servitù connesse alla costruzione e gestione delle stesse opere, fatto salvo il pagamento della relativa indennità e per l’apposizione di vincolo espropriativo. Il decreto indica altresì le variazioni degli strumenti di pianificazione e urbanistici eventualmente necessarie per la realizzazione dei piani o dei programmi.

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