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Furto del PIN INPS e truffe: quali sono i rischi?

by Redazione
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Furto del PIN INPS: cosa fare per evitare imbrogli e truffe

 

Avevamo già visto in precedenti articoli, in caso di smarrimento del PIN, come fare richiesta di revoca o di ripristino.

E’ importante, anche in caso di furto, provvedere immediatamente alla modifica del PIN. Se non avete la possibilità di modificarlo o ripristinarlo consigliamo comunque di procedere con la revoca, non solo per evitare problemi, ma anche perché è l’unico modo per richiedere un nuovo PIN.

Il PIN è un codice che andrebbe custodito attentamente e al riparo da occhi indiscreti. Non è raro, infatti, di vedere gli utenti incappare in vere e proprie truffe. La nostra raccomandazione è quella di non rivelare il proprio PIN a nessuno, o comunque solo a persone fidate.

Ricordiamo che i CAF  o Patronati abilitati possono operare per vostro conto con il loro PIN quindi non siete tenuti a fornirlo nel caso in cui dobbiate avvalervi dei loro servizi.

Anche gli operatori telefonici INPS, nel caso di erogazione di un servizio telematico, non devono assolutamente chiedervi il PIN intero, ma soltanto alcuni caratteri.

La truffa più frequente è sicuramente quella riguardante l’assunzione di un lavoratore domestico.

 

Il furto del PIN INPS e la truffa delle colf

Fortunatamente si tratta di una truffa soft, nel senso che, una volta scoperto l’inganno, si può risolvere facilmente presentando una denuncia/esposto contro ignoti alle autorità competenti.

Il truffatore (o chi per lui) si adopera nell’assunzione di una o più persone come lavoratori domestici al servizio dell’ignaro possessore del PIN che viene immediatamente iscritto all’INPS come datore di lavoro domestico. Egli scoprirà la truffa solo nel momento in cui riceverà a casa il conto dei contributi da pagare al lavoratore.

Ovviamente a questo punto, scoperta la truffa, il lavoratore non vedrà mai il versamento dei propri contributi, ma il solo contratto di lavoro gli sarà servito, con molta probabilità, per ottenere il permesso di soggiorno.

 

Dispetti maligni

Non solo truffe. Il furto del PIN INPS altrui può dare ad un conoscente dispettoso o un ex marito/moglie la possibilità di farvi piccoli/grandi dispetti. Se state percependo un’indennità di disoccupazione, ad esempio, potrebbe essere inviato un modulo NASPI-COM a vostra insaputa comunicando un nuovo rapporto di lavoro. In questo modo l’INPS provvederebbe subito a sospendere il vostro sussidio mensile. Anche in questo caso ci sarebbe comunque un lieto fine poiché è comunque possibile contattare l’INPS e chiarire il malinteso.

 

Fortunatamente la maggior parte dei servizi INPS che prevedono un pagamento e la comunicazione di un codice IBAN devono essere corredati di modello SR163 e documento d’identità del richiedente, questa ulteriore misura di sicurezza fa sì che si possano scongiurare truffe e dispetti ben più gravi.

 

Ribadiamo l’importanza di non fornire il PIN intero a nessuno, tantomeno a persone che ve lo richiedano. L’INPS o i suoi operatori non vi chiederanno mai il vostro codice PIN.

 

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