Home Informazioni utili Ipoteca sulla prima casa senza notifica e pignoramento del conto. Ora possono toglierci tutto senza neanche avvisare

Ipoteca sulla prima casa senza notifica e pignoramento del conto. Ora possono toglierci tutto senza neanche avvisare

by Redazione
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Ipoteca sulla prima casa, pignoramento del conto corrente, della pensione o dello stipendio senza notifica e senza più nemmeno la possibilità di opporsi: dove sono finiti i nostri diritti?


Ipoteca sulla prima casa senza notifica e pignoramento di conto e stipendio, stretta sui nostri risparmi grazie alla non impugnabilità dell’estratto di ruolo. Grazie al decreto Fisco-Lavoro, convertito recentemente in legge, è possibile che su atti già emessi per sanzioni di vario genere – multe stradali, IMU, TARI, imposte etc – lo Stato possa iscrivere una ipoteca sulla prima casa e pignorare conti bancari, immobili, veicoli o terreni di proprietà, anche in caso di notifica non trasmessa oppure errata. È così possibile iscrivere una ipoteca per debiti da ventimila euro in poi, e l’ipoteca viene iscritta per il doppio del valore effettivo della sanzione.


Articolo 3-bis legge 215, 17 dicembre 2021

Oggi con il decreto fiscale 2021 è stato introdotto l’impedimento alla impugnabilità degli estratti tributari. Parliamo dell’articolo 3-bis della legge 17 dicembre 2021, n. 215, cosiddetto Decreto Fisco-Lavoro.

Art. 3-bis (Non impugnabilità dell’estratto di ruolo e limiti all’impugnabilità del ruolo). – 1. All’articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

“4-bis. L’estratto di ruolo non è impugnabile. Il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto, per effetto di quanto previsto nell’articolo 80, comma 4, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, oppure per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40, per effetto delle verifiche di cui all’articolo 48-bis del presente decreto o infine per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione”.


Non impugnabilità dell’estratto di ruolo

A chiunque può sfuggire il pagamento di una multa, un tributo locale o la tassa sui rifiuti. Il mancato pagamento dà luogo ad un atto esecutivo, cioè in una cartella di Equitalia.

In precedenza era possibile richiedere presso l’agente di riscossione l’estratto di ruolo, ovvero il foglio di sintesi delle cartelle che si presumeva fossero state notificate. In molti casi Agenzia delle Entrate Riscossioni non effettua correttamente la notifica, oppure in tanti altri casi non la effettua proprio. Poiché in Italia vige(va) il principio della piena conoscenza, ovvero il debitore deve essere pienamente a conoscenza dei tributi che lo Stato gli chiede di pagare, era possibile impugnare i provvedimenti a causa delle mancate o errate notifiche.

L’ipotesi, stante la legge approvata, è che al contribuente può anche non essere inviata alcuna notifica. L’estratto di ruolo non è più autonomamente impugnabile e quindi non ci sarà mai un momento in cui il contribuente potrà opporsi a questi titoli esecutivi. Così il cittadino, dall’oggi al domani, potrebbe ritrovarsi con:

  • ipoteca sulla prima casa
  • pignoramenti sulle seconde case
  • pignoramenti del conto corrente e dello stipendio
  • pignoramenti presso terzi
  • fermi amministrativi sulle autovetture

Il tutto senza che qualcuno si sia nemmeno degnato di avvertirlo. D’altronde a che ci servono i soldi? Quando c’è la salute…


Ipoteca sulla prima casa e pignoramento del conto, dello stipendio

Il cittadino potrebbe improvvisamente trovarsi un addebito sul conto a seguito di una sanzione di cui non sa nulla perché non è stata mai notificata. Stessa cosa potrebbe capitare con il proprio autoveicolo. Dalla targa le forze dell’ordine, anche senza fermo, possono rilevare lo stato di fermo amministrativo, quindi fermare il conducente e disporre il fermo immediatamente. In pratica potrebbero sequestrare il veicolo senza nemmeno fornire spiegazioni. Potrebbero essere sottratti soldi della quota di pignoramento nel conto corrente senza nemmeno avvisare.

Le ipoteche sulle prime case sono un altro dramma. Se ad esempio l’Agenzia delle Entrate Riscossione (Equitalia) non notifica nulla, il cittadino può trovare l’ipoteca iscritta sull’immobile solo quando si recherà dal notaio per un eventuale atto di compravendita. Ricordiamo che l’importo è sempre pari il doppio matematico della sanzione.

Le circostanze legislative sono drammatiche. L’estratto di ruolo era l’atto autonomamente impugnabile, fino a dicembre 2021, per contestare o la prescrizione o la mancata notifica delle cartelle. Si sperava dapprima in un intervento delle sezioni unite della Cassazione, ma anche questa si è espressa negativamente, adducendo addirittura la retroattività della norma. Anche per gli anni precedenti quindi vale la recente normativa: tutti i ricorsi pendenti saranno dichiarati inammissibili ed i cittadini si troveranno con i beni pignorati e gli immobili ipotecati.


Scenari futuri

Aumento del prezzo delle materie prime, aumento esponenziale delle utenze, aziende verso un fallimento massiccio, lo Stato che mette la mano allo scostamento di bilancio, creando altro debito per tentare a sostenere le imprese e le famiglie, senza riuscirci, generando debito su debito. Tutto ciò creerà una giustificazione alla svendita, alla aggressione degli immobili e dei risparmi degli italiani.


Non esiste una fase in cui il contribuente possa eccepire le proprie ragioni

Una norma folle, come dichiarato già dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli e di Roma, il consiglio nazionale forense, l’Associazione dei Giovani Avvocati, i commercialisti. Si rileva l’incostituzionalità di questa norma, ledendo tra gli altri il diritto alla difesa.


Chi ha votato il Decreto Fisco-Lavoro?

Vi sblocchiamo un ricordo. Con la Seduta n. 614 di martedì 14 dicembre 2021 è stato approvato il Decreto Fisco-Lavoro dalla Camera dei Deputati con 429 voti favorevoli e 46 voti contrari. Qui trovate i nomi e i cognomi di chi ha voluto questo decreto.

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