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Lavoro agricolo, incentivi fino a 2000 euro per disoccupati in Naspi, DIS-COLL e RdC

by Redazione
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L’articolo 94 del Decreto Rilancio, in relazione all’emergenza COVID-19, prevede la possibilità di lavorare in agricoltura contestualmente alla fruizione di benefici per lavoratori in disoccupazione.


Lavoro agricolo, incentivi fino a 2000 euro per disoccupati in Naspi, DIS-COLL e RdC. Solitamente, i lavoratori che percepiscono dei sussidi di disoccupazione a sostegno del reddito (Naspi, DIS-COLL e Reddito di Cittadinanza), nel momento in cui ricominciano a lavorare sono tenuti ad inviare una comunicazione all’INPS indicando data inizio e fine del rapporto di lavoro. L’articolo 94 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 da la possibilità ai percettori di sussidi di disoccupazione a lavorare in agricoltura contestualmente alla fruizione dei benefici economici erogati dall’INPS. Ciò significa che le prestazioni non saranno sospese ma continueranno ad essere pagate regolarmente.


Lavoro agricolo, incentivi fino a 2000 euro per disoccupati in Naspi, DIS-COLL e RdC

I lavoratori in disoccupazione che percepiscono i sussidi di Naspi, DIS-COLL e reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020.

Inoltre, a quanto si apprende dal Decreto Rilancio, i percettori del Reddito di Cittadinanza saranno dispensati dalla comunicazione RdC-com. Dunque al momento dell’assunzione il lavoratore che fruisce del Reddito di Cittadinanza non dovrà inoltrare all’INPS alcuna comunicazione.

Per quel che riguarda i lavoratori in Naspi e DIS-COLL non c’è alcun riferimento alle comunicazioni obbligatorie (Naspi-com e DIS-COLL-com), consigliamo quindi di inoltrarle comunque, aggiungendo nel campo note:

“Rapporto di lavoro agricolo ai sensi dell’articolo 94 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

Questo per evitare che ci siano errori da parte dell’INPS, ovvero che vadano a sospendere la prestazione quando invece questa deve continuare ad essere pagata regolarmente.

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