Home Maternità e paternità Modifica maggiorazione Assegno Unico per entrambi i genitori lavoratori, come si inserisce in corso di fruizione

Modifica maggiorazione Assegno Unico per entrambi i genitori lavoratori, come si inserisce in corso di fruizione

da Redazione
modifica maggiorazione assegno unico, maggiorazione titolari reddito da lavoro, rinuncia assegno unico nuova domanda, entrambi i genitori lavoratori maggiorazione, decorrenza, decorre, pagamento, rischio, rischi, ritardi

La condizione lavorativa dei genitori italiani, sempre più precaria, può cambiare da un mese all’altro. Per questo motivo molti si chiedono come poter ottenere la maggiorazione dell’Assegno Unico che spetta nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro.


Modifica maggiorazione Assegno Unico per entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro in corso di fruizione, come si inserisce. Questo tipo di maggiorazione, il cui importo può essere può o meno alto a seconda di quanti sono i figli e di quanto è alto l’ISEE, spetta se entrambi i genitori lavorano.

Questa maggiorazione si può chiedere in sede di domanda, ma chi ha già tentato di modificare la domanda dopo che questa sia già stata inviata o accolta, avrà notato che non è possibile modificare la relativa spunta in corso di fruizione dell’assegno.

Inoltre la domanda non deve essere rinnovata annualmente quindi non c’è nemmeno la possibilità di richiedere la maggiorazione nell’anno successivo. Ma allora come è possibile richiedere la maggiorazione nel momento in cui si verificano le condizioni per il diritto? C’è un escamotage, ma questo potrebbe comportare qualche rischio.

>> Assegno Unico e Universale al 100% per affidamento esclusivo dei figli <<


Modifica maggiorazione Assegno Unico per i genitori lavoratori in corso di fruizione, come si inserisce

Come già accennato non è possibile utilizzare il tasto MODIFICA per inserire, o eventualmente rimuovere, la spunta sul diritto alla maggiorazione per entrambi genitori titolari di reddito da lavoro. Ciò non significa necessariamente che il genitore richiedente non possa richiedere la suddetta maggiorazione.

Infatti, qualora in sede di domanda non si sia inserita la spunta per la maggiorazione, è possibile ottenerla solo applicando la rinuncia alla domanda già in corso, ma questo potrebbe comportare qualche rischio.

Andando ad inserire la rinuncia sulla domanda di Assegno Unico già accolta e in pagamento, il richiedente potrà inserire subito una nuova domanda applicando la spunta sulla dichiarazione per il diritto alla maggiorazione in questione.

>> Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori <<


I rischi della rinuncia

Chi percepisce l’Assegno Unico sa che la lavorazione di questa domanda è molto particolare, se vogliamo utilizzare un eufemismo. Il sistema infatti lavora la domanda automaticamente (ne abbiamo parlato qui) e questo potrebbe comportare qualche ritardo nella lavorazione della pratica, e di conseguenza anche nel pagamento.

Soprattutto per le casistiche particolari (genitori non coniugati o divorziati che percepiscono RDC, figli con disabilità o componenti del nucleo familiare con cittadinanza estera) il rischio di ritardi nell’elaborazione della pratica è decisamente più altro. Oltretutto ci sono casi di mancato incrocio dei dati tra INPS e ANPR (Anagrafe) la cui risoluzione potrebbe durare qualche mese.

Teoricamente se la vostra domanda iniziale è stata accolta velocemente senza blocchi o ritardi la procedura della nuova domanda dovrebbe ugualmente filare liscia.

A prescindere dai ritardi spettano tutti gli arretrati a partire dal mese successivo a quello in cui viene inviata la nuova domanda.


Quando inviare la rinuncia e la nuova domanda per non perdere nessun mese di pagamento

Sappiamo che il pagamento dell’Assegno Unico decorre dal mese successivo a quello in cui viene inviata la domanda. Non sappiamo per certo da quando decorre la rinuncia poiché questo non è specificato dalla normativa. Si ritiene che il provvedimento decorra dal momento in cui viene inserita la richiesta di rinuncia.

Per questo il nostro suggerimento è quello di inserire la richiesta di rinuncia, e immediatamente dopo la nuova domanda con la spunta sulla maggiorazione, solo nel momento in cui viene accreditato il pagamento del mese in corso.

Esempio: assegno di Aprile pagato il 15 Aprile, inserire la rinuncia dal 16 Aprile e la nuova domanda entro la fine del mese di Aprile.
Se si dovesse effettuare la rinuncia e la nuova domanda nel mese di Maggio il pagamento dell’Assegno Unico decorrerebbe da Giugno, di conseguenza andreste a perdere una mensilità.

previdenza facile telegram