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Naspi 2021, i nuovi requisiti per l’emergenza COVID-19

by Redazione
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Magra consolazione per i disoccupati: niente proroga Naspi ma semplificazione dei requisiti per il diritto. Si amplia la platea degli aventi diritto ma per chi era già disoccupato non cambia nulla.

Naspi 2021, i nuovi requisiti per l’emergenza COVID-19. Il Decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, ha previsto la semplificazione dei requisiti di accesso all’indennità di disoccupazione NASpI fino alla data del 31 dicembre 2021. Di fatto, per chi era già disoccupato prima del 22 Marzo 2021 non cambia quasi nulla, ma vediamo nello specifico chi richiedere la Naspi con questi nuovi criteri


Naspi 2021, si amplia la platea fino a fine anno

Ci si aspettava una proroga della Naspi da questo nuovo decreto, anche perché se ne parlava già dal Governo Conte bis. Invece si è deciso di cambiare strategia e di non concedere la proroga a chi già era disoccupato ed oggettivamente impossibilitato a trovare un nuovo lavoro ma di ampliare la platea (probabilmente di poco) degli aventi diritto. Questo ha permesso al Governo Draghi di risparmiare un bel po’ di soldini.


Cosa cambia

In sostanza il nuovo decreto prevede che chi perde il lavoro involontariamente a partire dal 22 Marzo 2021 può richiedere la Naspi anche se non è in possesso delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi. Davvero una magra consolazione per considerarla una ulteriore tutela. Eh già perché significa che gli unici che possono beneficiare di questa norma sono i lavoratori che hanno avuto, negli ultimi 12 mesi uno o più contratti che, seppur sommati, non superano il totale di 30 giornate effettive di lavoro.

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Questi lavoratori sono talmente pochi che l’introduzione della norma, più che una tutela ragionata, sembrerebbe uno specchietto per le allodole, come per dire “Vedete? Abbiamo pensato anche ai disoccupati”.

Non è così. In primis perché i disoccupati con meno di 30 giornate di lavoro nell’ultimo anno sono talmente pochi che la normativa potrebbe essere tranquillamente variata per sempre e non solo fino alla fine dell’emergenza sanitaria. Inoltre, chi può far valere meno di 30 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi, probabilmente ha già fruito della Naspi negli anni precedenti, e forse non ha più “vecchi contributi” da utilizzare per il conteggio delle giornate di Naspi spettanti. Quindi ammesso che abbiate solo 20 giorni di lavoro nell’ultimo anno, e anche negli ultimi 4, avreste diritto ad una Naspi della di 10 giorni. Bella fregatura, vero?

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