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Nuova domanda Naspi INPS 2023, tutorial compilazione online

da Redazione
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L’INPS rilascia la nuova procedura per le domande di Naspi e Dis-coll 2023, uno dei tanti progetti legati al PNRR per incrementare la digitalizzazione dei servizi

Nuova domanda Naspi INPS 2023, tutorial compilazione online. Con il Messaggio numero 1488 del 21-04-2023 l’INPS annuncia il rilascio della nuova procedura per l’invio delle domande di disoccupazione 2023. Il Progetto PNRR INPS n. 2, nell’ambito di una più grande ristrutturazione dei servizi digitali, integrati anche con l’Intelligenza Artificiale, prevede all’aggiornamento delle domande di Naspi e Dis-coll. In totale ad INPS sono destinati 180 milioni di euro del PNRR (fonte).

Nel messaggio l’INPS specifica i principali aggiornamenti rispetto alla procedura preesistente:

  • i dati dell’ultimo rapporto di lavoro sono stati separati dai dati anagrafici e inseriti in una nuova schermata;
  • sono stati aggiunti i seguenti controlli automatici svolti in modalità sincrona sulla base dei dati disponibili all’Istituto:
    –    iscrizione ad albi professionali e/o Ordini e Casse professionali;
    –    iscrizione alla gestione Artigiani e Commercianti;
    –    titolarità di Partita Iva;
    –    iscrizione alla Gestione separata;
  • è stata aggiunta una nuova schermata di “Avvisi” all’utente che, in base all’esito dei controlli automatici e alle dichiarazioni rese dall’assicurato all’interno della domanda, evidenzia eventuali criticità che possono incidere sul riconoscimento dell’indennità (ad esempio, la rilevazione di causali di cessazione non ammesse, l’iscrizione ad altre gestioni con annessa indicazione dei redditi presunti, ecc.).


Nuova domanda di Naspi 2023, tutorial per la compilazione

L’INPS precisa che, oltre al nuovo servizio di presentazione della domanda di NASpI rilasciato in via sperimentale verrà temporaneamente mantenuto anche il servizio attualmente in essere. Al termine del periodo di sperimentazione, il nuovo servizio sarà la modalità esclusiva di presentazione della domanda per il cittadino e il Contact Center.

Per iniziare la compilazione della domanda accedi al sito www.inps.it. Nel campo di ricerca in alto inserisci il testo “NASPI” e clicca sul tasto cerca, poi sul tasto blu Approfondisci, in corrispondenza del primo risultato di ricerca NASPI: indennità mensile di disoccupazione. Questa qui sotto sarà la schermata che dovrai visualizzare. Una volta aperta clicca sul tasto blu Utilizza il Servizio.

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Seleziona la voce Utilizza il servizio dei CITTADINI, poi clicca su Naspi, e nel sottomenù Nuova procedura di invio domanda. Se clicchi su Contributi utili il sistema ti permetterà di vedere tutta la contribuzione utile al calcolo della Naspi che stai richiedendo. Torna alla pagina principale e poi clicca su Nuova.

Verifica che i tuoi dati anagrafici siano corretti e completi e clicca su Salva e prosegui. Nella schermata successiva sarà possibile verificare i dati dell’ultimo rapporto di lavoro rilevato dal sistema. Se i dati non sono corretti selezionare NO e modificarli. Quando i dati sono corretti è possibile cliccare su Salva e prosegui.

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Nella pagina successiva sarà necessario rispondere a tutta una serie di dichiarazioni, molte delle quali risultano già precompilate grazie all’incrocio dei dati con le varie banche dati. Tuttavia è sempre possibile modificare la risposta.


Il reddito derivante da attività lavorativa che prevede l’iscrizione alla Gestione Separata

Per ciò che concerne l’iscrizione alla Gestione Separata, se questa risulta attiva ma al momento della domanda non si sta svolgendo alcun tipo di attività autonoma o parasubordinata è comunque necessario selezionare dalla tendina il tipo di attività per la quale è stata effettuata l’iscrizione in passato. Nel campo relativo al reddito presunto per l’anno in corso derivante da attività lavorativa indicare ZERO (0).

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Se invece al momento della domanda si sta svolgendo (o si è già svolta nell’anno in corso) attività lavorativa autonoma (libero professionista) o parasubordinata (co.co.co. o co.co.pro.) è necessario indicare il reddito presunto derivante da questa attività.

Ricordiamo i limiti di reddito compatibili con la Naspi:

  • attività autonoma max 5.500 euro per il 2022
  • attività subordinata 8.173,91 euro per l’anno 2022

Per il 2023 non sono ancora stati comunicati i limiti di reddito. Solitamente, quando non rimangono uguali, aumentano al massimo di pochi euro.

L’indennità viene ridotta dell’80% dei redditi previsti, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Ricordiamo anche che la disoccupazione decade se il lavoratore inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma o l’iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa.

Per lavoro accessorio o autonomo occasionale con ritenuta d’acconto la Naspi è interamente compatibile fino al reddito annuo di 5000 euro.

Sarà possibile proseguire con la compilazione solo quando tutte le spunte delle dichiarazioni saranno verdi.

Cliccare sul tasto Salva e prosegui sulla pagina Avvisi in cui è presente il riepilogo delle dichiarazioni fornite in merito alla Gestione Separata.

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Completamento e invio della domanda

La schermata successiva prevede la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. In alto sarà possibile vedere il Centro Per l’Impiego di riferimento, scelto in automatico dal sistema in base ai dati del domicilio. Fa eccezione la provincia di Bolzano per la quale è necessario recarsi presso l’Ufficio Provinciale servizi per il lavoro. Indicare nuovamente il tipo di qualifica lavorativa e mettere la spunta su Dichiaro.

Alla domanda di disoccupazione Naspi è possibile allegare, ma non è obbligatorio, della documentazione utile ai fini dell’accoglimento, che possono essere:

  • attestato dimissioni per giusta causa rilasciato dalla Direzione Territoriale del Lavoro (ispettorato)
  • certificato di riacquisita capacità lavorativa rilasciato dal medico che ha compilato l’ultimo certificato di malattia (se il rapporto di lavoro è terminato durante la malattia è obbligatorio fornire questo documento)
  • modello MV70
  • ultimo contratto di lavoro
  • ultime 3 buste paga

Leggere attentamente la pagina successiva relativa alle dichiarazioni e mettere tutte le tre spunte richieste.

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Dopo il riepilogo dei dati inseriti premere il tasto INVIA per inviare la domanda. Questa verrà protocollata all’istante e sarà possibile scaricare la ricevuta in PDF. Se non si è sicuri della compilazione è possibile salvare la domanda in Bozza per modificarla e completare l’invio in un secondo momento.

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Anche la nuova procedura Naspi sarà gestita dal Sistema Centrale?

Dunque molto probabilmente anche la nuova domanda di disoccupazione Naspi, come quella di DIS-coll, sarà pre-lavorata da un sistema centrale. Dei rischi di questo nuovo meccanismo ne abbiamo parlato qui.

Continua quindi imperterrito il processo di sostituzione dei lavoratori con i più avanzati processi tecnologici. Si comincia ovviamente dai dipendenti pubblici: sono pagati bene, beneficiano di importanti agevolazioni, sono in netta minoranza rispetto ai lavoratori privati, difficilmente si lasciano trasportare da agitazioni sindacali. Per tutti questi motivi nessuno si preoccuperà della loro repentina sparizione. Anzi, fuori dai ministeri, si fa il tifo affinché questo processo avvenga nel più breve tempo possibile. Luogo comune vuole che tagliando i dipendenti pubblici per sostituirli con nuove tecnologie farcite con intelligenza artificiale, si taglierà anche la spesa pubblica e di conseguenza si abbasseranno tasse ed imposte dei cittadini: ma da quanto assistiamo ad aggiornamenti tecnologici e digitali nei servizi pubblici senza che ci sia un vero taglio delle imposte e un reale miglioramento dei servizi? Potremmo contare sicuramente qualche decennio.

Seppure ciò si avverasse non si tiene conto di tanti altri fattori: ad esempio meno dipendenti pubblici significa più lavoratori privati, e in una società come quella attuale in cui si conta un tasso di disoccupazione pari all’8% circa, questi lavoratori privati si tradurrebbero per lo più in disoccupati. Anche perché il processo di sostituzione dei lavoratori finirebbe prima o poi per intaccare anche il lavoro privato, con ulteriore aggravio della spesa pubblica determinato dal maggior numero di sussidi a cui sarà necessario fare fronte.

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