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REI e Assegno sociale, l’INPS si sbaglia e si riprende il sussidio

by Redazione
rei e assegno sociale

REI e Assegno sociale sono compatibili? In quali casi il beneficiario è tenuto alla restituzione degli importi pagati erroneamente?

 

Il Reddito di Inclusione è attivo a partire dal 1° gennaio 2018. Fino ad oggi ci sono stati diversi problemi da risolvere per via delle lavorazioni lunghe, talvolta errate, da parte dell’INPS. Sembrava finalmente tutto risolto con le sblocco delle domande presentate in Dicembre 2017 e invece spunta fuori un nuovo caso. Molti lettori infatti ci hanno segnalato il blocco improvviso dei pagamenti relativi al REI senza aver prima ricevuto dall’INPS alcun tipo di spiegazione né di avvertimento.

Ricordiamo che solitamente chi percepisce il REI non ha altri redditi rilevanti o comunque sono talmente bassi da non poterci fare affidamento per affrontare la totalità delle spese quotidiane (affitto di casa, bollette, viveri, medicinali, ecc…). Per questo il REI, seppur di importo minimo, sta regalando a molte famiglie un po’ di ossigeno.

 

REI E ASSEGNO SOCIALE SONO COMPATIBILI?

REI e Assegno Sociale sono di per sé compatibili tra loro, anche se si tratta di due prestazioni economiche assistenziali, il problema è che per mantenere il diritto ad entrambe l’importo dell’assegno sociale dovrebbe essere inferiore all’importo del REI. Invece sappiamo benissimo che il REI, per sua definizione, non può essere superiore all’importo annuo dell’assegno sociale.

La Circolare numero 172 del 22/11/2017, relativamente alla misura del REI riporta le seguenti informazioni:

Gli importi così determinati, ai sensi dei successivi commi 2, 3 e 4, del citato articolo 4, sono suscettibili di riduzioni nei seguenti casi:
in caso di fruizione di altri trattamenti assistenziali da parte di componenti il nucleo familiare, esclusi quelli non sottoposti alla prova dei mezzi, il valore mensile del ReI è ridotto del valore mensile dei medesimi trattamenti. I trattamenti assistenziali considerati sono soggetti all’obbligo di trasmissione al Casellario dell’Assistenza da parte dei singoli enti erogatori, ivi compreso l’Istituto (art. 4, comma 2, del decreto legislativo).”

Ciò significa che gli importi percepiti a titolo di Assegno Sociale devono essere sottratti dall’importo spettante a titolo di REI. Il REI non può essere superiore all’Assegno Sociale ma solo uguale o inferiore. Da questo presupposto deriva l’incompatibilità tra le due prestazioni poiché il risultato dell’operazione non potrà che dare un risultato pari o minore di 0 se il richiedente percepisce l’Assegno Sociale per intero.

Sappiamo infatti che, anche in sussistenza di tutti i requisiti per accedere al REI, se l’importo spettante mensilmente è minore o uguale a ZERO la domanda sarà comunque respinta.

 

RESTITUZIONE DEGLI IMPORTI REI PERCEPITI INDEBITAMENTE

Io provo a presentare la domanda, se non ne ho diritto l’INPS la respingerà“.

Devono aver pensato la stessa cosa i molti pensionati minimi percettori di Assegno Sociale che hanno voluto provare a presentare domanda per il REI. Domande che in molti casi sono state accolte e liquidate! EUREKA!

Passano però pochi mesi, e l’INPS ci ripensa. Gli importi non sono compatibili dunque ai pensionati che si sono trovati in questa situazione non solo è stato sospeso il diritto a fruire del REI, dal giorno alla notte e senza alcun tipo di avvertimento o comunicazione preventiva, ma verranno richieste indietro le somme indebitamente percepite fino ad oggi.

Siamo alle solite insomma, l’INPS si sbaglia e i cittadini pagano. Possibile sia così difficile fare i controlli prima di elargire soldi che poi devono essere restituiti? E’ evidente che coloro che richiedono il Reddito di Inclusione sono persone e famiglie che contano i centesimi dei propri introiti, e che non possono permettersi di stringere ancora di più la cinghia per restituire importi già spesi.

Non è ancora chiaro se gli importi verranno trattenuti sull’Assegno Sociale oppure se sarà possibile richiedere un rateizzazione.

 

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