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Scuole chiuse per Coronavirus: congedi e sostegni ai lavoratori, ecco cosa manca

by Redazione
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Congedi straordinari e voucher babysitter da ripristinare. Aiuti alle aziende che dovranno rimanere chiuse. Aiuti alle partite iva. Più fondi alla Sanità, tagliati, negli ultimi 10 anni, di 37 miliardi di euro. Ecco cosa manca nel decreto anti-coronavirus


Il Decreto del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, al fine di limitare il più possibile il contagio del coronavirus, ha imposto ingenti misure restrittive che impattano pesantemente sull’equilibrio di tutte, o quasi, le famiglie italiane. Dalla chiusura di scuole e università su tutto il territorio italiano al divieto delle attività, ludiche e non, che comportano affollamento di persone.

Di seguito un breve riassunto delle norme salienti previste dal DCPM.


Dal giorno 05 Marzo 2020, a causa del coronavirus, sono sospesi:

  • congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità;
  • manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  • eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro
  • servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole dei ministeri dell’interno e della difesa; ammesse le lezioni online e a distanza
  • viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.


E’ fatto divieto:

  • agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
  • l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, salvo specifiche indicazioni della direzione sanitaria della struttura;

In calce al decreto, l’Allegato 1 contenente le misure igienico-sanitarie da adottare per evitare il contagio del COVID19. Di seguito il link per scaricare il testo del decreto.



Ma cosa manca veramente nel decreto del governo?


Tutele per i lavoratori dipendenti e autonomi
Il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha assicurato di star lavorando anche all’introduzione di norme su congedi straordinari e voucher babysitter per i lavoratori e le lavoratrici dipendenti impossibilitati ad assentarsi dal lavoro ma che sono comunque costretti a rimanere a casa in compagnia dei minori in età scolare. Eh già. Perché con le scuole chiuse cambia tutto.

Non tutti, infatti, hanno la fortuna di poter sospendere l’attività lavorativa. E se non ci sono i nonni, qualcuno dovrà pur badare ai bambini. Chi ha ancora la fortuna di poter fruire del congedo parentale è comunque costretto a presentare la domanda al datore di lavoro almeno 5 giorni prima l’inizio del congedo. Ma la situazione è emergenziale, e le alternative sono veramente poche. Ferie? Permessi? Volendo sì. Ma nella maggior parte dei casi anche questi devono essere autorizzati dal datore di lavoro. Inoltre il congedo parentale è retribuito solo in misura del 30% della retribuzione media. Dunque, ancora una volta, la crisi, economica o sanitaria che sia, la pagano i lavoratori.

Cosa può fare invece chi ha già esaurito i giorni di congedo parentale? Le alternative sono davvero poche. Molti opteranno sicuramente per una falsa malattia, mentre i più fortunati potranno fruire di ferie o permessi lavorativi. Questo ovviamente per ciò che riguarda i lavoratori dipendenti.
E alle Partite Iva chi ci pensa? Chi ha un’attività autonoma e figli piccoli non potrà certo fruire del congedo parentale, quindi sarà costretto a portarli con sé, con tutte le conseguenze del caso. L’alternativa è chiudere bottega.


Tutele per la cittadinanza
C’è anche chi propone la distribuzione di mascherine gratis per tutti. Le farmacie e gli ospedali ne sono ormai sprovvisti (fuorché per i dipendenti), e le poche in circolazione non sono nemmeno così funzionali. Sono andate a ruba nei primi giorni successivi alla diffusione del coronavirus in Italia, e adesso i prezzi sono saliti alle stelle. Essendo ormai introvabili molti hanno deciso di acquistarle online, seppur a prezzi esorbitanti. Le più gettonate sono arrivate a costare dai 5 ai 10 euro l’una, sono usa e getta e andrebbero sostituite dopo qualche ora di utilizzo, ciò significa che l’importo giornaliero ammonterebbe a circa 30/40 euro a persona. Da sganciare di tasca propria ovviamente. Non sarebbe meglio distribuirle alla popolazione invece che rinchiuderci tutti in casa per una quarantena preventiva?


Più fondi alla Sanità
Una chimera, considerato che negli ultimi 10 anni i tagli alla Sanità sono saliti a 37 miliardi di euro come si legge da questo articolo de Il Fatto Quotidiano. Eppure in questa situazione emergenziale già si parla di posti letto mancanti, carenza di medici e infermieri (tanto da richiedere il supporto dei pensionati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), strutture militari disponibili che comunque non riuscirebbero a coprire le necessità qualora la situazione dovesse peggiorare.

Interessanti le parole di Francesco Amodeo pronunciate in questo breve video pubblicato sul canale Youtube di Radio Radio TV. Anche di fronte ad un’emergenza sanitaria così importante il nostro governo mette al centro gli interessi finanziari piuttosto che quelli dei cittadini.

Mentre Paolo Becchi rilancia con un’interessante intervista su Byoblu in cui affronta il tema della libertà, della privacy e del controllo sociale collegati al coronavirus, che più che una pandemia sembra essere un grosso esperimento sociale.

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