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Sospensione e ripresa Naspi, calcolare i mesi consecutivi

by Redazione
sospensione e ripresa Naspi

L’indennità di disoccupazione Naspi decade se il percettore del sussidio lavora per più di sei mesi consecutivi, ma vi sono alcuni casi in cui i contratti di lavoro sono molto più brevi e il calcolo per sospensione e ripresa Naspi non è così scontato.

 

I lavoratori che percepiscono l’indennità di Naspi hanno ovviamente la possibilità di sospendere la prestazione in caso di un nuovo rapporto di lavoro. Sappiamo che la prestazione decade nel caso in cui il lavoratore sottoscriva in contratto di lavoro a tempo indeterminato o comunque superiore a sei mesi consecutivi (si intende dunque 6 mesi + 1 giorno). In ogni caso, qualunque sia la durata del contratto, il lavoratore è tenuto alla compilazione del modello Naspi-com.

 

Mesi consecutivi di lavoro durante la Naspi, come calcolarli

In molti casi i contratti di lavoro possono essere anche di molto inferiori a sei mesi consecutivi. Si intendono dunque consecutivi i periodi di lavoro  composti da giornate sempre coperte da contratto, anche nel caso di una o più proroghe.

Ovviamente, per conteggiare i mesi consecutivi di lavoro, anche le proroghe devono essere consecutive. Ciò significa che al fine di poter considerare dei periodi di lavoro come consecutivi la proroga deve riportare come data inizio contratto il giorno successivo a quello in cui è scaduto il contratto precedente.

Se invece la data di inizio della proroga dovesse saltare anche un solo giorno, anche se questo cade di domenica o festivo, questi due contratti non si intendono più consecutivi. Ciò genera la riattivazione della Naspi per quel solo giorno di stacco tra un contratto e l’altro, di conseguenza il calcolo per i 6 mesi di lavoro consecutivi durante la Naspi riparte da zero nel momento in cui si sottoscrive il nuovo contratto.

 

Esempi per calcolare i mesi consecutivi di lavoro durante la Naspi

Esempio 1

Data inizio primo contratto di lavoro: 20/03/2019
Data scadenza contratto: 30/06/2019
Data inizio contratto di proroga: 01/07/2019
Data fine contratto: 30/09/2019

In questo caso, alla sottoscrizione della seconda proroga, la Naspi decade. Questo poiché la proroga non determina giorni di stacco di conseguenza la somma dei due contratti è superiore a sei mesi consecutivi

 

Esempio 2

Data inizio primo contratto di lavoro: 20/03/2019
Data scadenza contratto: 30/06/2019
Data inizio contratto di proroga: 02/07/2019
Data fine contratto: 30/09/2019

In questo caso, la Naspi si riattiva il giorno 01/07/2019 e si sospende di nuovo il giorno stesso. Questo poiché la proroga prevede 1 giorno di stacco tra un contratto e l’altro. Il calcolo dei 6 mesi di lavoro consecutivi riparte da zero a partire dal 02/07/2019.

 

Ci sono limiti per sospensione e ripresa della Naspi?

Non bisogna temere di perdere il sussidio. Sospensione e ripresa della Naspi sono illimitate. Non esiste infatti un numero massimo di contratti che possono essere sottoscritti dal lavoratore durante la disoccupazione. L’unico limite, come già anticipato, è relativo alla durata del contratto. Se questo è a tempo indeterminato o comunque superiore a sei mesi consecutivi la Naspi decade, ma può comunque essere nuovamente richiesta in seguito in quanto non sussiste nemmeno un numero massimo di domande Naspi che possono essere effettuate.

 

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